Appello

Cara amica collega compagno, fratella e sorello, simile e diversa, ti scriviamo per farti una proposta.


Come forse sai alle elezioni amministrative che si terranno a Bologna nella prossima primavera presenteremo una lista che si chiama Bologna città libera. La parola "libera" significa qui molte cose: naturalmente libera dall'arroganza autoritaria del sindaco che l'ha amministrata nel triste quinquennio passato. Ma non solo: libera dal dogmatismo liberista che ha guidato le scelte delle amministrazioni negli ultimi due decenni, da quando Walter Vitali e Flavio Delbono iniziarono ad avviare le privatizzazioni e a predicare il verbo thatcheriano anche in questa città che non ne aveva bisogno. Libera dall'inquinamento da petrolio da carbonio e da particolato, cioè libera
dall'ossessione automobilistica. Libera dall'ingerenza
vaticana e dal fondamentalismo di qualsiasi credo religioso. Noi ci proponiamo di modificare la geografia politica orientando questa campagna elettorale verso la creazione di zone di resistenza umana nella tempesta che si prepara, anzi è già qui. La nostra sarà una campagna culturale sui temi dell'ambiente, del lavoro e della convivenza civile.
Ci scandalizza la povertà dei discorsi e l'aridità delle emozioni comunicate dai due poli che pretendono di occupare la scena, e sono sempre più simili sia dal punto di vista delle enunciazioni che dal punto di vista del comportamento etico. Ma ci scandalizza anche la povertà mentale di chi crede che il compito sia solo quello di moralizzare la vita pubblica, come se il problema fosse quello di rispettare le regole. Le regole stesse sono la causa della corruzione dell'impoverimento e della barbarie che cresce all'orizzonte. Le regole che hanno dominato la vita sociale negli ultimi decenni, le regole della competizione, dell'accelerazione produttiva, della crescita illimitata, e della privatizzazione generalizzata. L'imposizione di queste regole ha esaltato la disparità economica, ha distrutto il tessuto della solidarietà sociale, ha premiato la corruzione e il cinismo, e alla fine ha portato l'economia globale (e quella cittadina) a un collasso che nessuna buona amministrazione potrà sanare.

Soltanto l'abbandono della via liberista e privatista e un'inversione completa della rotta, permetterà la ricostruzione del tessuto dell’empatia tra esseri sensibili che il fanatismo della competizione ha lacerato dolorosamente. La via della privatizzazione è
portatrice di miseria, di violenza e di solitudine.
Dopo aver privatizzato i trasporti e i finanziamenti per la scuola, il gas e l'elettricità, la prossima giunta si troverà a dover privatizzare l'acqua. Bologna città libera chiederà il voto ai cittadini bolognesi per fermare la follia della privatizzazione, i cui effetti sono evidenti nella catastrofe economica e sociale che il dogma privatista ha già prodotto nella vita dei popoli del mondo. BCL chiederà il voto ai cittadini per avviare un processo di deprivatizzazione di tutto ciò che è essenziale per la comunità. BCL intende avviare una riconversione delle tecnologie per la mobilità e per il riscaldamento così da garantire l’autosufficienza energetica.
BCL intende offrire residenza e diritto di asilo a tutte le donne che fuggono da paesi in cui la violenza di genere è la norma.
BCL intende cambiare la natura del fenomeno migratorio: non più invasione di maschi giovani e soli, ma afflusso di donne che cercano convivenza tollerante e libera.
BCL intende garantire una risposta al bisogno di alloggio seguendo il principio secondo cui nessuno spazio abitabile deve rimanere inabitato.
BCL intende cancellare le scelte proibizioniste che sono state alla base del governo di questi cinque anni e intende contemperare le esigenze di quei cittadini che pensano alla notte come al momento del riposo e del sonno, con gli stili di vita diversi.
BCL darà spazio e visibilità alle produzioni culturali indipendenti perché cultura non è solo quella delle Istituzioni.
Consapevole della conclusione del ciclo della crescita, BCL intende promuovere un nuovo modo di concepire la ricchezza come godimento, non come acquisizione, intende creare le condizioni per superare il consumo privato favorendo il consumo collettivo.
Per tutte queste ragioni ti chiediamo di partecipare alla nostra campagna elettorale e di contribuire, nelle forme che tu riterrai più utili e più intelligenti, con la parola e con gli atti, a una campagna elettorale che ridisegni il panorama e l'orizzonte, prima di tutto nelle immaginazioni e nelle attese, poi nei progetti e nelle realizzazioni.
Grazie dell’attenzione
Per la lista cittadina BOLOGNACITTALIBERA
Franco Berardi Bifo

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