BOLOGNA CITTÀ LIBERA DALL'IGNORANZA
LA SCUOLA PUBBLICA È UN BENE PRIMARIO
La scuola pubblica è un bene comune primario che riveste
un'importanza fondamentale per la collettività in quanto produce i
valori della società del futuro. Essendo il centro dell'azione
educativa del nostro paese pensiamo che debba essere valorizzata e
incrementata con risorse adeguate alle necessità della società.
Purtroppo la tendenza di tutti i governi che si sono succeduti
negli ultimi 15 anni è stata quella di tagliare, tagliare,
tagliare, personale, finanziamenti, strutture e tempo.
L'attacco che viene effettuato da questo governo all'istruzione
pubblica, con la riduzione del tempo scuola, l'eliminazione della
libertà d'insegnamento, la trasformazione delle scuole statali in
fondazioni va in direzione della sua definitiva distruzione.
Il taglio del tempo scuola viene ovviamente e implicitamente
ributtato sulle donne che ancora oggi sono quelle che si fanno
carico di quasi tutto il lavoro di cura. Se le figlie e i figli
torneranno a casa prima, sembra scontato per questo governo, che
saranno le donne a dover rinunciare al loro lavoro o a chiedere il
part-time. D'altra parte in un momento di crisi economica come
questo sono le donne le prime che perdono il lavoro.
Il taglio del tempo scuola elimina 150.000 posti di lavoro di
precarie e precari che lavorano nella scuola statale da tanti anni.
Di questi 150.000“licenziati” senza neanche cassa integrazione, il
93% sono donne.
Questi catastrofici tagli del governo alla scuola pubblica, oltre a
determinarne il suo smantellamento a favore di quella privata, sono
un attacco gravissimo alla libertà e all'autonomia delle donne.
Anche nella nostra città, a partire da settembre 2009, saranno
evidenti le pesanti conseguenze di questi provvedimenti. Tra
Bologna e provincia verranno licenziate dalle scuole statali 1.500
precarie e gli organici di tutte le future prime elementari
verranno formate sulla base delle 27 ore, nonostante il 96% delle
famiglie di Bologna abbiano chiesto il modello orario del tempo
pieno a 40 ore con 4 ore di compresenza, o quello del modulo a
30/33 ore con le compresenze.
Bologna Città Libera avrà come obiettivo prioritario quello di
battersi sempre insieme al personale della scuola, ai genitori,
alle studentesse e agli studenti per fermare la Riforma Gelmini e
la proposta di legge Aprea che distruggono la scuola pubblica
statale. Coinvolgendo il consiglio comunale e la giunta a
intervenire attivamente in difesa delle richieste esplicitate dai
genitori bolognesi riguardo ai modelli scolastici scelti.
SERVIZI SCOLASTICI CHE RIGUARDANO L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE.
Esternalizzazioni
Contrasteremo la politica delle privatizzazioni e delle
esternalizzazioni dei servizi scolastici portata avanti dalle
giunte negli ultimi 15 anni, che producono una dequalificazione e
un calo dei servizi stessi a causa della logica dell'attribuzione
d'appalto alla società che presenta il progetto con costi più
bassi.
In particolar modo, nella scuola dell'infanzia, in quella primaria
e nella secondaria di primo grado il servizio mensa, l'assistenza
ai bambini in difficoltà, accoglienza anticipata e posticipata
all'orario scolastico e gli accompagnamenti autobus. Nei nidi di
alcuni quartieri i servizi di pulizia che spesso hanno portato a
situazioni gravi in quanto il personale esterno veniva impegnato in
mansioni non previste quali l'accoglienza, lo scodellamento dei
pasti e l'assistenza alle dade nei momenti di assenza del
personale.
Noi ci adopereremo per fermare le future esternalizzazioni e
privatizzazioni dei servizi scolastici e riformulare secondo
criteri di qualità del servizio e tutela dei diritti dei lavoratori
le esternalizzazioni già in atto, con l'obiettivo di riportare
gradatamente tutti i servizi a carico del comune.
Nidi
Riproponiamo il ruolo pubblico del Nido
dell'infanzia che deve essere quindi costruito e gestito
dall'Amministrazione Comunale con dipendenti assunte
dall'Amministrazione stessa abbandonando in via definitiva le
esternalizzazioni.
Il Nido per l'infanzia dovrebbe diventare un servizio educativo e
sociale di interesse pubblico, garantito dallo Stato e non dovrebbe
rientrare fra i servizi pubblici a domanda individuale. Laddove e
fin quando non interverranno Stato o Regioni, il Comune di Bologna
e quelli della Provincia dovranno erogare il servizio secondo i
bisogni espressi dal territorio, accogliendo tutte le bambine e i
bambini di età fra i tre mesi e i tre anni le cui famiglie ne
richiedano l'iscrizione, nessuna/o esclusa/o. Pertanto
l'amministrazione Comunale dovrà potenziare la propria offerta
formativa, ampliando gradatamente le proprie strutture e i propri
servizi, e garantire il progetto educativo, assumendo personale
specializzato con i necessari titoli di studio e formazione e anche
sostenendo e promuovendo progetti di continuità fra Nido e scuola
dell'Infanzia.
Scuola dell'infanzia
Sulla Scuola
dell'Infanzia il discorso è più complesso. Innanzitutto riteniamo
necessario che in Province, come quella di Bologna, dove la
presenza di scuole dell'infanzia comunali è molto elevata, le
Amministrazioni debbano aprire una battaglia perché la gestione
delle scuole dell'infanzia e del personale scolastico già assunto e
da assumere sia a carico dello Stato con lo scopo di liberare
risorse economiche da dirottare in favore dei servizi,
dell'edilizia scolastica e della qualità.
Nonostante i tagli inferti dal governo alla scuola pubblica, che
contemporaneamente ha aumentato i finanziamenti a quelle private, a
tutt'oggi il Comune di Bologna ha, a sua volta, rinnovato i
finanziamenti alle scuole dell'infanzia paritarie della città.
Con le convenzioni vengono finanziate strutture private che
esercitano in libero mercato senza impegni precisi nei confronti
dell'Amministrazione Comunale. A parte un impegno formale a non
porre discriminazioni nell'accettazione dei bambini/e, ma di fatto
in queste scuole ha la precedenza chi è bene accetto dal
gestore.
Le scuole dell'infanzia, Statali o Comunali, sono gratuite, si
pagano solamente i servizi aggiuntivi (mensa, pre e post scuola,
ecc.). Le strutture private sono a pagamento da parte degli utenti
e non si applica nessuna forma di contribuzione differenziata. Le
rette mensili non vengono concordate con l'Amministrazione Comunale
ma liberamente stabilite dalle strutture stesse. Non vi è nessuna
equiparazione di orario fra le materne private e quelle
Comunali.
E' evidente che l'ingente contributo che il Comune versa alle
strutture private non è motivato da nessun ritorno di servizio.
Operano e continuano ad operare in libero mercato indipendentemente
dalla convenzione.
BCL è contraria a qualsiasi finanziamento pubblico a scuole private
o in convenzione. Tali scuole ricevono già ingenti finanziamenti
statali (legge 62/2000) e regionali (legge regionale 26/2001)
pertanto ancor più si ritiene necessario bloccare il rinnovo delle
convenzioni e convogliare tutto il denaro pubblico destinato
all'istruzione al miglioramento e all'incremento del servizio
scolastico pubblico. Le scuole dell'infanzia paritarie per ottenere
i finanziamenti comunali ricattano l'Amministrazione con il
discorso dell'assorbimento dei bambini che restano fuori dalla
scuola pubblica per mancanza di posti, adducendo possibilità di
chiusura per mancanza di fondi. Ciò non è vero perché ricevendo già
i finanziamenti statali e regionali sono costrette a continuare il
servizio, pena la perdita dei suddetti finanziamenti.
In attesa della statalizzazione di tutte le scuole dell'Infanzia
Comunali, si ritiene necessario incrementare e arricchire quelle
esistenti stabilizzando il personale e costruendo gradatamente
nuove strutture, anche utilizzando le risorse che finora si sono
destinate alle scuole paritarie. Si può prendere in considerazione
anche l'attuazione di scuole dell'infanzia in “project financing”
con costruttori privati, ma con gestione comunale sia del personale
che del progetto organizzativo ed educativo.
L'altro tema fondamentale è il tempo scuola. Nella scuola
dell'Infanzia devono essere garantite 40 ore settimanali di scuola
con almeno 10 ore di compresenza con due insegnanti contitolari e
corresponsabili. Devono comunque essere previste flessibilità
d'orario di frequenza, concordate con i genitori, per il periodo
iniziale d'inserimento o per particolari esigenze del/la
bambino/a
Compito dell'Ente Locale è infine, ma non ultimo, quello di
destinare maggiori risorse umane e finanziarie alle scuole in cui
si riscontrano maggiori problematiche sociali, dando supporto ai
progetti finalizzati all'integrazione culturale e del disagio,
garantendo anche una maggior presenza dei servizi sociali .
Scuola Primaria e scuola Secondaria di primo
grado
Sono sottoposte al pesantissimo attacco delle
politiche governative, la scuola Primaria sta rischiando lo
smantellamento del Tempo Pieno, modello didattico/organizzativo di
qualità più scelto dai genitori bolognesi. Nella scuola Secondaria
di Primo Grado lo smantellamento del tempo prolungato è già in atto
da alcuni anni.
L'amministrazione Comunale deve sostenere attivamente la battaglia
per la difesa e l'estensione del tempo pieno e deve perorare
pubblicamente e in ambito istituzionale nazionale le richieste
delle famiglie.
Il Comune non può sostituirsi allo Stato, ma deve farsi parte
attiva perché sia assicurata risposta adeguata, quantitativa e
qualitativa, alla domanda. Deve agire in termini di supporto alle
singole scuole
Edilizia Scolastica
E' necessario prevedere
progetti di edilizia scolastica atti a dare risposte esaurienti
alla richiesta di scuola del territorio. Ristrutturazione e
ammodernamento dell'esistente con il contributo dei docenti e del
personale scolastico che si ponga come primo obiettivo la messa in
sicurezza degli edifici e pianificazione urgente di nuove strutture
per l'infanzia.
Prioritario: Prima di attivare qualsiasi cammino di progettazione in ambito scolastico e dei servizi crediamo indispensabile attivare percorsi di partecipazione nei quartieri e nelle scuole per avviare un confronto proficuo sui reali bisogni del territorio con le cittadine e i cittadini, con i genitori, e con il personale scolastico della scuola pubblica.
Una città partecipata è una città più libera.
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