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Testo scritto per accompagnare la presentazione del progetto "Polo culturale Giovanile" di Daniele Bacchini e Leonardo Negri il 28 Maggio 2009 – presso il Take five di Via Cartolerie Perché è importante occuparsi di urbanistica? Antonio Cederna – d…
3 Giugno 2009
Paola Donati ha aggiunto un post del blog
Testo scritto per accompagnare la presentazione del progetto "Polo culturale Giovanile" di Daniele Bacchini e Leonardo Negri il 28 Maggio 2009 – presso il Take five di Via Cartolerie Perché è importante occuparsi di urbanistica? Antonio Cederna – d…
1 Giugno 2009

10 domande laiche della UAAR

Aggiungo le mie risposte alle dieci domande laiche poste ai candidati di BCL. Non è stato facile rispondere, perché le domande non consentivano una risposta frettolosa e in alcuni casi hanno dimostrato una mia carenza informativa, in particolare sulla prima domanda.

1) Finanziamenti dell'edilizia di culto
Il Comune di Bologna finanzia l'edilizia di culto consegnando alle Chiese (quasi interamente alla Curia Arcivescovi-le) circa 700.000 euro l'anno, attraverso il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria. Il Comune pero' non e' obbligato a versare questa quota alle Chiese e potrebbe destinare quei fondi ad altri scopi. Ne e' a conoscenza? Non sarebbe preferibile utilizzare questa somma per asili, scuole, verde pubblico, manutenzione stradale, ecc.? Non crede che le Chiese godano già di finanziamenti più che sufficienti (come 8xmille, esenzione dall'ICI commerciale)?
Onestamente non ne ero a conoscenza, sapevo di altre forme di finanziamento indiretto/diretto o esoneri di cui la chiesa cattolica gode nel nostro paese/città. In questo modo si equiparano oratori ed edifici di culto ad un servizio pubblico per residenti.
Ho fatto una ricerca, la legge regionale indica come attribuire gli oneri, e tra i beneficiari c’è anche la chiesa. La chiesa fruisce di altre forme di finanziamento come dicevo, e in tempi di ristrettezze delle finanze comunali, credo che tale cifra possa essere utilizzata diversamente. Come potenziale consigliera comunale mi impegno ad appog-giare e dare sostegno alla vostra, e a questo punto anche mia, richiesta.
2) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica
L'ora alternativa, ossia l'attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche l'UNICEF ha denunciato questa situazione).
Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all'accesso all'ora al-ternativa? E' disposto a sostenere finanziamenti comunali per progetti didattici ed educativi a sostegno degli stu-denti dell'ora alternativa?

Parto da una mia riflessione avendo due figlie che frequentano la scuola primaria: la scuola pubblica deve essere il luogo dove l’individuo si forma attraverso la conoscenza, confronto e lo sviluppo di uno spirito critico,tuttavia in questi ultimi tempi si sta percorrendo una pericolosa china che in nome di un rispetto delle singole identità vede il moltiplicarsi delle richieste di altre confessioni religiose di avere uno spazio all’interno della scuola pubblica. Dico che è una pericolosa china, non perché riconosca un primato alla religione cattolica, ma perché in questo modo, anziché aiutare la comprensione reciproca, si sottolineano le differenze separando i bambini a seconda della confessione di appartenenza.
È altresì vero che allo stato attuale la chiesa cattolica ha sull’ora di religione il diretto monopolio e controllo attraverso l’inserimento di insegnanti di religione. Ogni anno si pone il problema, per i genitori che non hanno operato la scelta di far seguire ai propri figli, l’insegnamento religioso, il tema dei contenuti da sviluppare nelle ore alternative.
Faccio una breve postilla: non ho mai compreso perché si debba definire questa “ora alterntiva”. In realtà è ora scolastica, che rientra nel normale processo formativo dei bambini e invertirei l’ordine: alternativa è l’ora di religio-ne, non il progetto didattico che si sceglie di sviluppare di volta in volta.
La vostra proposta di osservatori, come il sostegno comunale a progetti a sostegno degli studenti che decidono di non perseguire l’insegnamento religioso, mi trova interessata come prima risposta ad una situazione che al mo-mento riesco a definire quantomeno imbarazzante, ma non può essere la soluzione sul lungo periodo. Un finan-ziamento pubblico, che considerando la grave crisi di finanziamenti che attraversa la scuola in questo momento, potrebbe essere vista come una boccata di ossigeno, non elude il problema della separazione culturale e formativa che si viene a creare sempre e solo sulla base di una strada che insiste su insegnamenti confessionali separati. Dall’ora di religione all’ora delle religioni per tutti dovrebbe a mio avviso essere il cammino, avviando nel frattempo attività complementari sul fenomeno religioso aperte a tutti e che vede il coinvolgimento di alunni e genitori, e non un affare lasciato alle maestre/i anche se supportati da educatori “informati” o progetti di sostegno.
3) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali
Il comune di Bologna ha stipulato una convenzione con la FISM, Federazione Italiana Scuole Materne (cattoliche, per intenderci) con la quale aggiunge ai già cospicui finanziamenti statali e regionali alla scuola privata (ora ridefinita "paritaria") un contributo che supera il milione di euro l'anno. Basta che le scuole siano iscritte alla FISM per percepire il finanziamento; non sono previsti accordi con la singola scuola nè obblighi ad accettare ad esempio casi sociali o di handicap da parte delle scuole convenzionate. Si impegnerà a modificare questo stato di cose e come?
In questo anno scolastico, che si sta a breve concludendo, ho fatto parte è ho agito con moti genitori della città e della provincia di Bologna di un’azione per contrastare la scelte politiche restaurative di questo governo nei con-fronti della scuola. Ho, abbiamo, fortemente contestato, la rinuncia di investire da parte del governo sul futuro di questo paese, e che tuttavia non ha impedito il reiterare d’ingenti finanziamenti ad istituti privati di ogni ordine e grado. Ma ancor più scandaloso ho trovato il silenzio di quest’amministrazone uscente sui temi e problemi sollevati, compresa la convenzione da voi citata, che toglie risorse alle strutture comunali. Quindi il mio impegno sarà princi-palmente, nel cominciare a soddisfare le necessità delle scuole pubbliche del nostro Comune, prima di pensare a quelle private. Nel caso specifico delle scuole d’infanzia, esiste da diversi anni un sistema integrato di suole d’infanzia comunali, statali e private convenzionate (28) e i soldi vengono elargiti sulla base dei bilanci amministrativi, differenziazione delle quote d’iscrizione e numero di bambini iscritti residenti. Nulla si dice sui percorsi formativi, formazione del personale, standard qualitativi, obblighi da voi citati. Concludendo sarà mio impegno in primis ad aumentare l’offerta delle scuole d’infanzia comunali, e nel frattempo a definire nel dettaglio lo standard qualitativi e operativi di queste scuole, che comprende non solo il favorire l’inserimento di casi sociali e di diversamente abili, ma aggiungerei l’obbligo.
4) Informazione sulla tassa di religione (8x1000)
Il Comune distribuisce i modelli per la dichiarazione dei redditi, con le istruzioni ministeriali. Ad esse dovrebbe aggiungere una informativa dettagliata sul meccanismo dell'8x1000 e sulla destinazione dei relativi fondi. E' d'accordo?
Concordo con qualunque iniziativa consenta un’informazione trasparente su come sono utilizzati i soldi delle nostre tasse
5) Funerali civili: più spazi e più civili
Il solo spazio comunale per una cerimonia di commiato laica e' la "Sala d'Attesa" della Certosa. Non ne sono pre-senti nel cimitero di Borgo Panigale. Occorre avere più spazi da adibire a "sala del commiato": non solo nelle zone cimiteriali ma anche vicino ai luoghi in cui si è vissuto (ad es. preparando allestimenti su richiesta in sale presso centri civici, sociali, sportivi). Qual è il suo parere?
Ho vissuto molti anni della mia infanzia a Taranto dove era consuetudine l’allestimento nella casa del defunto di un apparato per la veglia, che precedeva quello della cerimonia religiosa. Sul portone di ingresso veniva allestito un grande apparato scenico che segnalava a tutti il lutto.
Ritengo che la diffusione di questi spazi dedicati al commiato devono prevedere luoghi idonei, funzionali e di una certa capienza, per consentire di svolgere funerali coerenti, con il pensiero della persona scomparsa, e dignitosi, con personale dedicato e formato su questi temi. Utilizzare luoghi dedicati ad altre funzioni potrebbe non essere la soluzione migliore, anche se transitoria in attesa di un progetto più articolato e completo. In tutta onestà, pur con-cordando pienamente sulla necessità di ampliare l’offerta che al momento oltre la sala d’attesa della Certosa pre-vede solo gli obitori ospedalieri, devo riflettere meglio sulla vostra proposta.
6) Matrimoni civili: più spazi, più tempi
I matrimoni civili a Bologna sono circa il 66% del totale (più del doppio di quelli con rito religioso). I cittadini posso-no utilizzare solo la Sala Rossa, in tempi contingentati e orari ristretti. Come già avviene in altri comuni, sosterrà l'ampliamento dell'orario ai giorni festivi e la concessione di altri spazi del patrimonio monumentale della città per il matrimonio civile?
Assolutamente si, garantendo come sottolineate voi stessi, che questi luoghi devono appartenere al patrimonio monumentale della città, perché la bellezza del luogo è fondamentale in un giorno di festa e scelta condivisa.
7) Matrimoni civili: farsi sposare da una persona cara
La legge permette di farsi sposare da una persona stimata, dal migliore amico o dalla migliore amica. Basta che riceva la delega per svolgere questa funzione di ufficiale dello Stato. Il Comune e l'ufficio matrimoni dovrebbero informare e promuovere questa opportunità. E' d'accordo?
Certamente.
8) Riti e simboli religiosi negli uffici pubblici e in orario di lavoro
Benedizioni, visite pastorali, messe natalizie, inviti da parte dei superiori a cerimonie religiose sul luogo di lavoro e in orario di servizio, esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici. Tutto questo anche se non esiste più la reli-gione di Stato, e senza considerare esigenze di chi è di altre religioni e meno che meno i cittadini atei e agnostici. Si impegna a rendere liberi dalla religione gli uffici pubblici, o in alternativa a fare in modo che anche l'UAAR abbia le stesse possibilità concesse alle confessioni religiose?
Il principio di laicità e la connessa libertà di culto consentono all’intera macchina democratica di funzionare corret-tamente. Ritengo, anche a costo di sembrare non accogliente, che uno Stato che rinuncia alla propria laicità, o che, anche se formalmente laico, si mostra disponibile ad accogliere logiche di matrice religiosa, non prende solo posiz-ione in materia religiosa, ma mina, a mio avviso, le basi l’intera struttura democratica, perché rinuncia alla ricerca della verità come punto di arrivo, tensione, valore.
La verità possibile è quella democratica, che scaturisce di volta in volta da un dialogo libero, antidogmatico, ragionevole ed in cui anche le minoranze hanno diritto di orientare le decisioni.
Sempre nel rispetto del quadro dei principi costituzionali, se in ambito privato la verità si può trovare nelle scelte di individui o gruppi di individui, in ambito pubblico, deve prevalere il dialogo tra uguali, della pari dignità argomentativa, e, sopratutto, della laicità.
Personalmente ritengo che gli uffici pubblici debbano essere liberi da simboli e cerimonie religiose, questo non per respingere sensibilità diverse, ma per garantire pari dignità a coloro che vivono e accedono gli uffici pubblici, senza paura di essere discriminati. Altro è invece se la singola persone porta su se stessi simboli del proprio credo.
Unico rammarico non essere potuta essere presente alla presidio di BCL contro la benedizione cattolica della nuova sede del comune

9) Raccolta e custodia dei Testamenti Biologici
Una legge liberticida, probabilmente incostituzionale e nei fatti "contro" ciò che da anni viene chiamato "testamento biologico" è in approvazione in Parlamento.
Sosterrà la creazione di un registro custodito presso gli uffici comunali per i testamenti biologici redatti dai cittadini?

Si si e ancora si. Il dibattito devastante che in questo paese ha accompagnato la vicenda legata al caso di Eluana e di suo padre hanno rivelato la necessità di combattere una politica ipocrita che vuole impadronirsi dei nostri corpi ed espropriarci dei nostri diritti in nome di una coscienza paternalistica che sa decidere dei propri “figli”.
10) Qualcosa di laico
Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo, oppure che ha già contribuito a realizzare se ha già ricoperto cariche amministrative.
Su questo tema della laicità non ho una formula che possa abbracciare per intero tutte le questioni sottoposte dalle vostre domande. Una proposta singola potrebbe risultare parziale e non esaustiva. Tuttavia non voglio eludere la domanda: non so quale possa essere la formula più adatta, un tavolo, un osservatorio, ecc. e quale potrebbe essere, al momento, la formula con un reale potere per incidere nelle scelte dell’amministrazione che verrà (dico questo perché per mia esperienza personale di attivazione di tavoli con partecipazione dei cittadini su temi di beni comuni, è necessario garantire che quanto elaborato da questi luoghi di partecipazione democratica veda la garanzia di essere trasferito in azioni concrete dell’amministrazione e non rimanere solo in una lista di buoni intendimenti) capace di aggregare tutti coloro che si impegnano nel rispetto della laicità in questa città, in grado di esercitare non solo un controllo sull’operato amministrativo, ma anche un ruolo di proposte operative.
Il mio impegno, nel caso sia eletta, sarà quello di portare le istanze, come donna laica ed atea, nel mio operato di consigliera comunale, creando le condizioni per attivare luoghi e percorsi di crescita laica in questa città.

Blog di Paola Donati

Paola Donati

Perché è importante occuparsi di urbanistica?

Testo scritto per accompagnare la presentazione del progetto "Polo culturale Giovanile" di Daniele Bacchini e Leonardo Negri il 28 Maggio 2009 – presso il Take five di Via Cartolerie

Perché è importante occuparsi di urbanistica?
Antonio Cederna – dà una definizione che accentua l’aspetto morale:
"La pianificazione urbanistica è un’operazione di interesse collettivo, che mira a impedire che il vantaggio dei pochi si trasformi in danno ai molti, in condizioni di vita faticosa e malsana per la com… Continua

Post aggiunto il 1 Giugno 2009 alle 15:22 —

Spazio commenti (1 commento)

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Alle 23:38 del 29 Maggio 2009, Tagliati Pietro ha detto...
Sto ancora aspettando la sintesi del tuo intervento di venerdi 22 ai giardini del Baraccano. Nel verbale che invieremo sul web dovrò scrivere a fianco del tuo nome - SINTESI NON PERVENUTA -
Devo chiudere entro domani sera, ti prego mandami almeno due righe dato che hai fatto più di un intervento, giusto perchè qualcuno intervenuto dopo di te ha ripreso qualche tua affermazione/proposta.
Ciao.
Pietro
 
 
 

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