
Chi sono.Trentadue anni, bolognese d'adozione, ecologista, vegetariana macrobiotica e animalista, ho come obiettivo della mia attività politica e associativa la ricerca e la promozione di nuovi stili di vita e nuovi modelli economici e sociali, consapevoli ed ecologicamente corretti.
Sono impegnata fin dai tempi dell'Università sui temi della decrescita dell’impatto dell’uomo sul pianeta e per una riforma ecologica della società. Ex dirigente dei Verdi, Presidente dell’Associazione Ecologisti spa -Socialità per Azioni di Ecologia Attiva (Movimento della Decrescita Felice)- Portavoce dell’Associazione E’/co-housing, Promotrice della Rete Ecologista Bolognese.
Aspirante e praticante yogi.
Gasbista
Cohouser
Sindacalista di base (RdB) presso l'Università di Bologna (dove lavoro..tra le tante cose..)
Cosa pensoPensavo e penso che Bologna sia una città giunta ad un importantissimo bivio.
Sostenevo e sostengo oggi, con ancora più forza, l'importanza delle istanze ecologiste al centro di un nuovo progetto politico.
Non basta tingersi di Verde….
La direzione della trasformazione dipende dalle scelte che faremo oggi.
Possiamo progettare la futura era a bassa emissione di anidride carbonica come epoca fiorente, caratterizzata da flessibilità e abbondanza, un posto molto migliore in cui vivere rispetto all'attuale epoca di consumo alienante basato sull'avidità, sulla guerra e sul mito di crescita infinita, non più praticabile.
Consumiamo 6000 watt l'anno, 36 tonnellate di materie prime pro-capite che perlopiù tornano alla natura sotto forma di rifiuti o emissioni nocive,
Lavoriamo una media di 40 ore settimanali con stipendi del tutto inadeguati.
Troppi soldi spesi inutilmente, troppa energia sprecata, troppi rifiuti prodotti, troppo stress, pochi posti di lavoro.
Una società in declino.Conflitti intergenerazionali e interculturali, impoverimento progressivo, auto, cemento , telefonini e fumi.
Penso che Bologna sia pronta per diventare una città moderna al pari delle medie e grandi e funzionali città europee. E dovrà farlo alimentando la solidarietà e il mutuo aiuto tra cittadini e istituzioni e tra i cittadini stessi.
Tecnologia, efficienza, innovazione. L'ecologia è la nuova frontiera dell'occupazione.
Dobbiamo cominciare a pensare alla Bologna nella quale vivrà tra 30/40 anni chi nasce adesso, senza sognare nostalgicamente la Bologna di 30/40 anni fa.
Stiamo progettando una città partecipata, dal basso, efficiente e tecnologica.
Sull'idea spagnola dell'autosufficienza energetica, contro il rincaro delle bollette.
Sull'idea degli orti cittadini, dei distretti di economia solidale e dei mercati a kilometro zero, contro il rincaro e le truffe sugli alimenti.
Aria pulita, impianti solari, edifici ad alta innovazione tecnologica, giardini verticali e tetti verdi.
Incentivi alle produzioni locali, riduzione rifiuti e spreco, riuso del differenziato.
Ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio pubblico con l'obiettivo minimo di avere edifici in classe "C" (70 chilowattora al metro quadrato all'anno).
Incentivazione dell'occupazione attraverso al previsione obbligatoria delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Obbligo della classe "B" per ogni nuova costruzione.
Immaginiamo un mondo fatto di 'decrescita' delle scelte inutili e di comportamenti fuori tempo massimo e ad una crescita di scelte virtuose che partiranno dall'eccellenza raggiunta da alcune città europee come da tanti piccoli comuni italiani.
Nelle scelte energetiche, di mobilità, di consumo; ma anche in politiche sociali di integrazione, nella costruzione e valorizzazione delle reti di soggettività esistente, nel riconoscimento dei diritti degli adolescenti, dei giovani e degli immigrati, nella polivalenza degli spazi pubblici, nel diritto alla partecipazione.
Il progetto Bologna Città Libera si apre ad ogni cittadino che pensi al futuro di Bologna.
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