pino de march non ha ricevuto ancora alcun regalo
La Scuola di Strada Pier Paolo Pasolini organizza
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Consiglio Poetico Nomade Metropolitano
Post aggiunto il 7 Febbraio 2010 alle 16:30 —
Post aggiunto il 5 Febbraio 2010 alle 23:30 — 1 Commento
Post aggiunto il 23 Gennaio 2010 alle 23:11 —
Post aggiunto il 18 Novembre 2009 alle 23:30 —
Post aggiunto il 9 Ottobre 2009 alle 21:26 —
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Bologna Città Libera
© 2010 Creato da Marco Trotta
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Carlo
I Documenti progettuali-programmatici, di riferimento, ad oggi prodotti, sono sul Sito (Link: http://www.bolognacittalibera.org/group/organizzazione).
Nell’immediato, si tratta di 1) segnalare la personale disponibilità e 2) innescare utili sinergie sul piano cittadino.
Considerate le esigenze e disponibilità emerse, un primo incontro plenario è calendarizzato per MARTEDI' 3 Marzo, ore 20:15 (Via del Pratello 29), avendo "memoria" di quanto è stato già elaborato sul "tema" ed in previsione di un'iniziativa pubblica (in Marzo) "convincente". Vi ringrazio per l'eventuale partecipazione.
GiovanniDursi è sempre (???) reperibile. CONTACT: 3393314808 (in occasione di un primo contatto telefonico, preferibile l’invio di un sms) / 051306541 (è possibile inviare anche sms) / 051464545 / giodursi@libero.it
Penso. Latenze pedagogiche: sono quelle visioni del mondo, pregiudizi, punti di vista che ognuno di noi ha, sulla vita in generale; come ognuno di noi approccia alle relazioni, come vive i rapporti, come giudica le persone e i fatti di ogni giorno, cioè le "cose" alle quali attribuisce "senso". Questo livello condiziona oltre che il nostro modo biologico di stare al mondo anche il nostro lavoro di costruzione delle relazioni sociali . . .
NEOTENIA: EVOLVERSI TENDENDO ALLA GIOVENTU'
La neotenia è un fenomeno noto dello sviluppo degli organismi viventi. Essa
comporta che una specie possa presentare tratti acerbi, mancando di maturare del
tutto in alcune sue parti o anche nella sua globalità rispetto a specie che l’hanno
preceduta nella storia evolutiva. L’anfibio Axolotl, un tipo di salamandra, è un
esempio neotenico pregnante: essa non subisce in genere la solita metamorfosi verso
la fase adulta, continuando a vivere solo in acqua come larva dalle sembianze ittiche. Con riferimento alla radice etimologica, “neotenia” significa “tendenza alla gioventù”. Il termine scientifico designa la permanenza nella forma e nelle funzioni degli organismi viventi adulti di aspetti immaturi dello sviluppo: una sorta di sindrome di Peter Pan biologica. Gli anfibi (letteralmente: animali a doppia vita) sono una classe evolutiva intermedia tra pesci e rettili e manifestano talvolta marcati aspetti neotenici. Circa 400 milioni di anni fa, uscendo dalle acque marine, essi
furono i pionieri nella conquista della terraferma. Noi umani, come tutti gli animali terrestri, siamo i loro discendenti. In che modo la doppia vita acquatica e terrestre degli anfibi e la loro sindrome di Peter Pan biologica possono riguardarci? Un caso interessante è quello di Axolotl, una salamandra originaria del Messico il cui nome rievoca secondo un mito azteco il dio della trasmutazione e della morte. In situazioni normali essa vive per tutti i suoi 15 anni nelle vesti di larva pesciforme e si riproduce in quello stato. Ebbene, Axolotl è un caso interessante di evoluzione neotenica, cioè di animale in cui gli aspetti immaturi dello sviluppo (come il fatto di non subire necessariamente la metamorfosi e di somigliare ai pesci) risultano adattivi, ossia proficui per la sopravvivenza. È vero che la neotenia guarda al passato, ma è il risultato di un processo evolutivo, non un passo indietro. In sostanza, Axolotl ha in sé alcune potenzialità dei pesci che ha evolutivamente superato. Perseverando nello stadio giovanile, quelle potenzialità gli sono utili per condurre un’esistenza acquatica tranquilla. Tuttavia, un pesce mai potrebbe procacciarsi il cibo fuori dal suo ambiente natio. Axolotl lo può invece fare in caso di bisogno, proprio come lo fa di norma la salamanda-tigre da cui deriva. D’altronde, questa è costretta a maturare, conducendo poi una vita adulta anche sul suolo, fuori dall’acqua, esponendosi a certi rischi. Axolotl non segue invece questa via obbligata. Possiamo dire in un certo senso ch’esso può fare cose che né i pesci, né le salamandre-tigre possono fare. L’aspetto neotenico più rilevante nell’uomo riguarda però l’encefalo. Può fare specie sapere che, paragonato ad altri animali superiori, l’uomo possiede un cervello decisamente immaturo. Si tratta tuttavia proprio di quanto concorre a renderlo così sofisticato. Il sistema neurale umano mantiene infatti per tutta la vita una notevole plasticità residua. Questo significa che le reti nervose non maturano del tutto, assumendo configurazioni circuitali rigide, ma restano suscettibili di plasmarsi con
l’esperienza, come fossero una sorta di creta da modellare. Quando infatti l’individuo matura perde il legame parentale e affronta la vita autonomamente con un assetto cerebrale consolidato dalle esperienze iniziali.
Noi umani abbiano circuiti meno fissi, reazioni lente e meno precise e istinti non altrettanto sviluppati di quelli di molti animali. È lo scotto che dobbiamo pagare all’evoluzione neotenica per disporre di risorse elaborative sempre rinnovate in funzione degli accadimenti ambientali. In un certo senso, restiamo dei cuccioli di primati che apprendono fino all’ultimo giorno, affrontando situazioni sempre nuove. Con ogni probabilità lo dobbiamo un po’ ad alcune trisavole immature, le salamandre come Axolotl che hanno giocato con gli ormoni per diventare delle specie di Peter
Pan ben adattati all’ambiente.
L'INTELLIGENZA COME ESPEDIENTE EVOLUTIVO
Uno degli aspetti più imprevedibili e, per alcuni aspetti, “sconvolgenti” del pensiero scientifico moderno è la sua capacità di smontare il pregresso ordine logico e morale, per mettere al suo posto qualcosa che a tutta prima appare casuale e “fuori centro” rispetto alla concezione dell'uomo che aveva dominato lo spazio mentale e sociale sino a un attimo prima che essa apparisse. Come è stato difficile per l'ordine sociale religioso abbandonare — sia pure molto a malincuore — l'idea che la Terra sia al centro dell'universo e che l'Uomo sia la corona della creazione (abbandono dovuto ai colpi mortali inferti ad essa da Copernico, Galileo e Darwin), oggi il pensiero umanistico deve inchinarsi a un nuovo decentramento logico: l'intelligenza umana non è il prodotto maturo e consapevole dell'evoluzione della specie, ma è piuttosto un effetto di mutazioni casuali, la cui portata e la cui direzione è forse destinata, per sua natura, a sfuggirci per sempre. Considerata dal punto di vista del materialismo darwiniano, l'intelligenza umana ha adattato con una certa efficacia l'uomo al suo ambiente naturale e sociale; ma allo stesso tempo ha avviato un processo di deriva cognitiva infinita che rappresenta il maggior fattore disadattivo intrinseco a una specie vivente. Non esiste al mondo altra specie vivente altrettanto incerta rispetto ai mezzi di cui dispone e ai fini, gli scopi, che è suo “compito” perseguire. L'uomo — in una solitudine epica e tragica allo stesso tempo — è l'unica specie del mondo vivente che vada alla ricerca del senso della vita. Tanto capace di generare ordine, il cervello umano è allo stesso tempo l'oggetto più complesso e disordinato dell'universo. Di fatto, l'uomo si ritrova a possedere un apparecchio mentale che lo adatta e lo disadatta al suo habitat con una sconcertante rapidità.
….. Continua
Bibliografia
1. Anepeta, L., Timido, docile, ardente…, Franco Angeli, Milano, 2007.
2. Bolk, L., Das problem der Menschwerdung, Gustav Fisher, Jena, 1926.
3. Gould S. J. (1977), Questa idea della vita, Editori Riuniti, Roma, 1984.
4. Remuzzi G., Uomo-scimmia, la proteina «sapiens», Corriere della Sera del 6/9/2008, p. 29, [http://archiviostorico.corriere.it/2008/settembre/06/Uomo_scimmia_proteina_sapiens__co_9_080906081.shtml].
Inoltre, è fondamentale creare sinergie organizzative e/o convergenze con soggettività politico-culturali-professionali-sindacali che appoggiano la Lista, senza "militare" per essa. Secondo questa logica, ribadisco l’avvio da subito - se ritenete – di un "laboratorio metropolitano-territoriale" denominabile "BCL per il welfare delle conoscenze" che si occuperà di istruzione/formazione/educazione alla cittadinanza. In generale, l’insieme di proposte che stanno emergendo e che sembrano rincorrersi, sovrapporsi, sfiorarsi, credo sia tempo trovino giusta sistemazione e larga condivisione nell’ambito di STATI GENERALI di B C L (“quadro politico militante” + “candidabili” + “soggettività collaboratrici”) che possono essere indetti nella penultima di febbraio. L’Assemblea del 27 gennaio, fondamentale per l’informazione, non è stata sufficiente, né poteva/voleva esserlo, per delineare gli aspetti organizzativo-programmatici, non aridamente, bensì creativamente tali. Non dare nulla per scontato è indice di corretta umiltà, presumere di fare bene sempre e comunque è arrogante superficialità. In altri termini, né “produzione di salmi penitenziali”, né “coazione all’ecumenismo”, ma profilare un’identità nuova. Nell’Italia di Genchi, indagato a Roma per abuso d’ufficio e violazione della privacy, ove vengono ritrovati 570mila contatti telefonici a disposizione del consulente, B C L può e deve operare alla luce del sole, con il sorriso sulle labbra, squarciando la coltre spettrale che ammanta Bologna. Questa è dimensione pre-politica, signore e signori, è morale. Simile alle motivazioni che spinsero molti giovani partigiani a fare la Resistenza.
GD
Bologna città libera è un espressione che condivido nel risultato da attuare nel corso del tempo, ma nell'attualità delle varie alienazione che subiamo(precarietà, miserabilità diffusa, irrespirabilità , distruzioni di ambienti, paessaggi e grigiore) o del senso comune di destra(cinismo, distruzione di relazioni, razzismo, violenza sulle donne e sugli altri universi sessuali, stranieri, indifferenza, paranoia ) di cui anche questa città è ora pervasa mi sembra un incipit o inizio poco critico e di facile soluzione posto con "bologna libera";
parlare così idealisticamente di bcl è come se parlassimo ingenuamente di andare ad autogovernare una città già liberata incuranti della dialettica materiale e dolorosa che invece richiede di andare a cercare tra le pieghe urbane le contraddizioni, le disperazione, per essere i suscitatori di gioia e di materialità negata che non può non scontrarsi con la banalità dei luoghi comuni formalmente democratici e privi di sostanzialità democratica.
Questo acronimo BCL rischia di essere troppo baldanzoso ed incurante dei vari poteri occulti locali e nazionali che mettono in scacco la cittadinanza e che impediscono alla potenza sociale di rompere la crosta di indifferenza, e delle ripetute e ricadute impotenze elettorali per emergere in tutta la sua autentica affermazione d'esistenza singolare e comune.
La pragmaticità non esclude la radicalità e neppure la democrazia è incompatibile con la rivoluzione a condizione però di andare a costituire a livello territoriale della città dei laboratori permanenti decentrati "costituenti poteri di affermazione d'esistenza materiale e relazionale" che permettano ai cittadini di trasformare quella frase magica "io posso" in reali possibilità di realizzazione di sè e dell'altro da sè.(io mi godo la vita e la città, il tempo per sè, la relazione con gli altri nella natura e nelle varie forme dell'espressioni )
Diciamo che la la sfida elettorale non è lo scopo primo della nostra azione anche se siamo consapevoli che la complessità e la dimensione pubblica delle metropoli non può prescindere dai nessi amministrativi comuni ed universalizzanti giustizia,socialità, sostenibilità e libertà, pena il restare in questo territorio ambiguo e caritatevole del privato sociale o di un sociale privato di socialità, teritorio che abiatiamo ormai da più di trent'anni.
godiamoci la vita e la cITTà