Giovanni Dursi

A Valerio Monteventi ed alle sincere compagne ed agli onesti compagni di Bologna Città Libera

1,59 %, 3.625 voti. Il responso elettorale per BCL è negativo. L’operazione politico-culturale è andata altrettanto male. È andata male per “come” è stata condotta. Le considerazioni via mail di Franco “Bifo” Berardi sono come di consueto arricchenti e stimolanti, ma semplicemente collaterali alla reale fenomenologia che va con lucidità e completezza analizzata a breve.
Nel frattempo, alcune “cose” vanno dette. Giacobinismo ed autoreferenzialità sono i primi limitanti impedimenti al percorso intrapreso da BCL. L’amalgama è stato – ostentatamente – evitato. Alcune rigide opzioni hanno – di fatto – alienato il valore aggiunto indotto dalla possibile creativa integrazione di storie e culture politiche in grado di affrontare risolutivamente i problemi della “città”, di parlare a tutti, soprattutto agli incerti, tanto critici quanto realmente pronti ad “assaporare” il “nuovo” spirito comunitario (l’entusiasmo e la passione di Mario Bovina sono la cartina da tornasole di ciò nelle stesse fila di BCL).
Il proprio sguardo si è rivelato strabico: BCL guarda lontano, ma si muove, in via esclusiva, sul proprio “simbolico trasformativo”, poco considerando l’immaginario di massa; un “altrove” agognato dal "soggetto" non ha nulla a che fare con l’utopia possibile. Certo, senza soldi non si fa molto, ma senza umiltà e capacità di tangibile ascolto ancor meno. “Capi bastone” e presuntuosi “sergenti di giornata” cacciatori di “voti”, confusi quest'ultimi per “consenso”, mai hanno pensato alla “coscienza” (che molto riguarda “conoscenze”, “apprendimenti”, “critica”, “comportamenti”) ed ai modi coerenti di essere delle cittadine e dei cittadini bolognesi pronti al “cambiamento” se non al “rivoluzionamento”; bastava parlare un linguaggio comprensibile a tutti, non un gergo ristretto, praticare un sistema di relazioni ampio, non una convenzionalissima “alternativa di costume”. I tanti (troppi) “approcci pseudocreativi” alla politica sono stati letteralemente fuoriluogo, dannosi interruzioni di progetti ed iniziative che meglio di altre amenità sono “dentro” le contraddizioni delle metropoli.
Ho visto ilarità, mai ironia socratica. «L’ironia è l’interrogazione diretta allo scopo di svelare all’uomo la sua ignoranza, di gettarlo nel dubbio e nell’inquietudine per impegnarlo nella ricerca. L’ironia è il mezzo per svelare la nullità del sapere fittizio, per mettere a nudo l’ignoranza fondamentale che l’uomo nasconde anche a se stesso cogli orpelli di un sapere fatto di parole e di vuoto. L’ironia è l’arma di Socrate contro la boria dell’ignorante che non sa di essere tale e perciò si rifiuta di esaminare se stesso e di riconoscere i propri limiti. Essa è la scossa che la torpedine marina comunica a chi la tocca e difatti scuote l’uomo dal torpore e gli comunica il dubbio che lo avvia alla ricerca di se». L’ironia socratica, dunque, «scuote l’uomo»; essa è una specie di scarica elettrica simile a quella della «torpedine marina». Oggi con l’ilarità e l’emarginazione dell’ironia abbiamo contribuito a desertificare il panorama sociale frequentando l’avanspettacolo e l’attorialità. Fuoriluogo. Aver snaturato un’esperienza collettiva di questo tipo, è ciò che maggiormente punge.
Spero che “colonnelli” e “presenzialisti” facciano ora – pacificamente – un passo in dietro e la modestia delle idee e dell’operare socio-politico, le sensibilità pre-politiche, etiche, possano emergere – alla luce dei fatti - senza essere emarginate o fagocitate, possano e sappiano gestire la “penuria” organizzativa che alcuni lasciano in eredità, prendendo su di sé responsabilità (che molto riguarda “affidabilità”, “consapevolezza”, “direzione”) grandi per dare gambe ed orizzonte reale all’utopia di territori liberi.
Si pensi all’Emilia Romagna, al 2010. Da subito. Un percorso da mettere in cantiere, un obiettivo da non sbagliare. Tante debolezze messe insieme non mutano in forza, evidentemente; le debolezze di un sistema di relazioni che non è stato innescato, creato, sviluppato – come doveva essere fatto -, laddove la “crisi” ed il disgusto per i partiti di potere hanno creato opportunità e desiderio di libertà. La gestione quasi privatistica, microlobbistica, a trazione anteriore d’una avanguardia intellettuale un po’ retrò e pseudopragmatica ha mostrato fragorosamente i suoi limiti. Altro è "autonomia", sul terreno della politica.
Insisto, limiti di “ascolto”, di dialettica reale, limiti dovuti alla testardaggine di cercare solo “conferme” (quasi infante in cerca della mamma) piuttosto che smontare il giocattolo dello “stare bene tra noi”, che negare a sé stessi verità già sperimentate, scontate, rassicuranti, obsolete, per andare oltre la dimensione tribale.
La microcomunità di BCL si è misurata non con la “città”, ma con se stessa, distante dai cittadini bolognesi in carne ed ossa.
Non c’è forza futurista nell’antagonismo retorico e simbolico. L’anima pseudocreativa ha avuto il sopravvento, ha calcato la mano come se fosse spettacolo, ha trasformato il candidato Sindaco in “icona”; spero ora – coloro che hanno avuto spazio, occupato spazi e gestito le leve della comunicazione e dell’iniziativa pubblica di BCL – si facciano da parte visto il non lieto fine. GD

Tag: bologna città libera

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mauro rigoni Commento da mauro rigoni su 10 Luglio 2009 a 20:16
Qualora vi decidiate ad uscire dall'Associazione Combattenti e Reduci, vi ricordo che il compito che abbiamo è sempre quello ,un compito semplice:governare la parte di giungla che riusciamo a percepire e che ci percepisce, e per questo non occorre essere sinceri o entusiasti, o puri ,o liberi, o creativi o giusti.
Bisogna essere fortunati, intelligenti e determinati, ma sopratutto essere in tanti.
Laura Ulisse Commento da Laura Ulisse su 12 Giugno 2009 a 18:05
alla faccia del linguaggio comprensibile a tutti
Stella Commento da Stella su 12 Giugno 2009 a 12:49
mi sento di dire questo:
il programma di BCL mi ha convinto da subito.
Se le modalità per portarlo avanti ora devono essere ripensate, è comunque un programma ancora valido. Attenzione per favore a non sottovalutare il seguente dato di fatto molto umano: le avanguardie non le capisce subito la maggioranza, se no non sarebbero avanguardie! Eppure l'avanguardia è così semplice! E' semplice e non semplicistica. Per esempio il piano per dimunuire il traffico e disinquinare la città: BCL ha la meravigliosa convinzione che si debba potenziare il servizio pubblico, anche un bambino ci darebbe ragione, invece a Bologna in questi ultimi anni il servizio è solo peggiorato e rincarato e si continua a subire il disagio del collegamento insufficente fra le periferie.
E' solo un esempio.
Ovvio che BCL deve saper parlare alla città e di questi tempi bisogna spremersi parecchio. In questo, come già dicevamo parecchi anni fa, completamente inacoltati, la cultura ha un ruolo centrale, perchè è già comunicazione fra anime e anime. Ma i lavoratori della cultura in questi tempi sono fra i più soli e in via d'estinzione addirittura. Questa triste tendenza è cominciata da parecchio tempo e non mi venga a dire le solite fregnacce che in tempi di crisi...bla bla bla, bla bla bla...poichè la cancellazione della cultura come lavoro e il relegarla nel volontariato sempre e comunque, è stato un risultato perseguito per anni da quelle che io chiamo "le forze dell'apparenza" mentre quelle che chiamerei "le forze dell'essenza" hanno dovuto soccombere senza neanche accorgersene se non troppo tardi, invece di difendere il valore di tutto il lavoro e la sua dignità.
Queste cose le sapete già,ma sono istanze importanti da cui ripartire concretamente.
Nessuno si sogna più di chiedere una legge che regoli la cultura e la protegga, poichè i progetti di legge giacciono da 20 anni in parlamento senza che nessuno dei governi succedutisi ne abbia ancora discusso uno. Chi se ne frega, eh? Tanto l'Italia è la nazione che non trova nemmeno i fondi per le vittime dell'amianto che sono destinate a crescere ed entro pochissimi anni sarà raggiunto un triste picco di mortalità. Il movimento contro la guerra è ancora degno di attenzione, è un movimento concretamente culturale. Che cazzo stiamo a fare in giro nei teatri di guerra? Quale governo e rete di cittàò pacifiste saprà mandare a casa gli eserciti? E la riappropriazione dei diritti pure passa per la cultura che stimola coscienze, per il giornalismo onesto e coscenzioso, per la scuola degna di questo nome. Insomma io ci vorrei ancora credere ma sono stufa di parlare a chi non riesce a sentire perchè nelle orecchie ha solo se stesso.
Per ottenere un'autentica evoluzione occorre perseverare e occorre pazienza.
Affettuosi saluti e speranza collettiva
Stella
Giovanni Dursi Commento da Giovanni Dursi su 9 Giugno 2009 a 14:35
Thank Claudio. Concordo. GD
Claudio Borgatti Commento da Claudio Borgatti su 9 Giugno 2009 a 14:06
Commento 2
ho stampato e letto attentamente
come dalla prima impressione trovo importanti le tue considerazioni e poni dei punti sicuramente decisivi.
Io che mi considero un attivista di base della Lista (e forse potevo fare anche di più) solo su una cosa ho dei dubbi: sul tono delle ultime righe, che credo vada smussato, per intenderci "nessuna resa dei conti", cerchiamo di recuperare il meglio di questa esperienza, cerchiamo anche di riannodare rapporti con tanti compagni che per differenti motivi (forse anche per le cose scrivi oggi) si sono tenuti distanti da noi.
Da una parte massima "empatia" e ascolto reciproco su tutto ciò che è controverso e dall'altra ritrovare anche in un quadro più ampio (evitando di diventare una piccola comunità identitaria) una capacità di intervento sulla città sui temi grandi e piccoli su cui c'è un sufficiente accordo collettivo.
Penso a molti dei temi posti dal tuo/vostro di lavoro, ai temi sulla cultura, alla campagna Come socio mi dissocio, solo per citarne alcuni.
Per questo mi auguro che la riunione post voto sia organizzata con calma e in modo che ci possa essere un'ampia partecipazione, magari preceduta da riflessioni scritte come le tue
a presto claudio
a presto Claudio
Luisa Vitali Commento da Luisa Vitali su 9 Giugno 2009 a 13:44
Caro Giovanni,
pur condividendo, sempre se ho capito, alcuni passaggi, mi sento di doverti dire una o due cose.
Appunto, SEMPRE SE HO CAPITO, perché vedi tu affermi di dover usare un linguaggio comprensibile a tutti, ma spesso tu stessi utilizzi un linguaggio che hai molti appartenenti anche a BCL non è comprensibile, è un controsenso voler essere comprensibili all'esterno ma non riuscirci all'interno. Sai non tutti noi veniamo da storie politiche passate!
Seconda questione, parli di pseudocreatività che non ha dato i frutti, ma mi dispiace molto ricordare che anche alcuni incontri realizzati secondo il "vecchio stile" non hanno avuto gran successo, anzi... a partire dal KULTMEET. Mentre altre iniziative che hanno stimolato l'ascoltatore sono state plaudite... Ti ricordi era un discorso nato al momento di fare il Convegno sul Welfare. Allora ti proposi, insieme ad Antonietta, di creare un evento che coinvolgesse, costruito sia dal dibattito sia da una corona di banchetti e performances utilizzando nuovi linguaggi. Il dibattito era anche sul semplice manifesto...
Ora mi chiedo dove sei stato in tutto quest'ultimo periodo? Eri andato giù in Abruzzo, ma quando sei tornato non ti sei fatto più sentire, hai mandato solo dei tuoi post. Neanche una chiamata per dire andamo avanti oppure rimandiamo tutto? Avrai avuto i tuoi buoni motivi, ma una chiamata a chi stava lavorando con te avevi il dovere di farla o di rispondere quando ti si chiamava. Non è il comportamento di chi si assume di guidare un gruppo. Ed è per questo che ti dico, con tutto l'affetto, che è troppo facile criticare quando da un certo momento in poi ci si è fatti di nebbia.
Ora bisogna rimboccarsi le maniche, analizzare in modo sereno il percorso fatto fino ad oggi e andare avanti.
Baci
Lu
Claudio Borgatti Commento da Claudio Borgatti su 9 Giugno 2009 a 12:49
Caro Giovanni,
ora mi leggo attentamente la tua riflessione poi eventualmente ti mando un altro commento.
Ad un primo sguardo (le parti in grassetto mi sembra che affronti problemi reali.
claudio

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