Il 24 febbraio 2009 dalle ore 20.30 in Cappella Farnese a Palazzo D'Accursio ci sarà una iniziativa sul
Testamento biologico
Una città laica può infatti essere tantissime cose. Può essere ad esempio una città che si offre come notaio biologico dei cittadini, residenti e non residenti, disponendo un ufficio incaricato di raccogliere le disposizioni dei singoli relative al trattamento medico della propria persona nel caso di sopraggiunta impossibilità di comunicare, aprendosi con questo alle volontà e ai bisogni delle persone e favorendo l’ampliarsi di quella massa critica d’opinione necessaria a stimolare un intervento del Parlamento in materia di regolamentazione delle cure ai malati terminali. In Spagna, dall’entrata in vigore della legge sull’autonomia del paziente, nel 2002, il Ministero della sanità ha raccolto ormai 50mila testamenti biologici, regolarmente consultati dalle strutture ospedaliere tramite una banca dati che raccoglie le volontà dei cittadini sul trattamento di fine vita. In Italia regna ancora un fragoroso vuoto legislativo: iniziamo a riempirlo partendo dalla città.
Una città laica può essere una città che garantisce, nel ristretto ambito di manovra consentito dalla legislazione nazionale, pari diritti alle coppie di fatto, indipendentemente dal genere, in merito a tutti gli interventi in tema di politica familiare e abitativa, e che al tempo stesso fornisce adeguata assistenza informativa e legale – ad esempio in collaborazione con l’Università e con i praticanti in discipline giuridiche, in modo da equilibrare l’impegno finanziario – nelle controversie in materia di eredità e di assistenza ospedaliera fra persone non sposate.
Una città laica può essere una città che garantisce la presenza di medici non obiettori nelle strutture pubbliche, che impone agli obiettori di qualificarsi da subito come tali attraverso apposite segnalazioni sulle insegne degli studi e degli ambulatori, e che promuove una capillare informazione sulla disponibilità quotidiana di medici che prescrivano la pillola del giorno dopo. Una città laica può anche essere una città che si costituisce parte civile in tutte le cause di razzismo e di discriminazione.
Una città laica può essere una città che tutela la pluralità delle scelte religiose e la pari dignità di fede e mancanza di fede, una città dove non esistono spazi pubblici intoccabili perché consacrati alla pretesa primazia identitaria della tradizione cristiana, ma anche una città che sa bene che la Chiesa non è quella compagine monolitica propagandata dai media e che una cosa, loro malgrado, sono Joseph Ratzinger e monsignor Vecchi e ben altra cosa don Gallo e don Nicolini. Se non ci apriamo a queste distinzioni per contribuire a fare breccia nell’illusoria concordia vaticana e aiutare l’espressione del cattolicesimo di base, la battaglia contro il clericalismo, alle presenti condizioni, è persa in partenza.
Una città laica può essere anche, nonostante tutto, una città che sta dalla parte della ragione anziché del dogma, e se il dogma è che le nomine agli enti partecipati siano dominate dal principio della fedeltà e della gerarchia, e la ragione si esprime invece in termini di merito e di competenza, sa bene che scelta fare.
Abbiamo costituito un gruppo, in seno a Bologna città libera, che sta lavorando per elaborare nello spazio di un paio di mesi un manifesto per Bologna città laica, fatto di indicazioni e di desideri ma anche di proposte percorribili.
Per cominciare abbiamo tracciato una road map di cinque incontri pubblici da qui al maggio prossimo, per portare le nostre istanze a tutti i cittadini di Bologna e presidiare il campo della lotta per i diritti di laicità.
Si parte martedì 24 febbraio, alle 21, in cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, con un un convegno sul TESTAMENTO BIOLOGICO, dove proporremmo di istituire presso il Comune un ufficio di raccolta delle volontà circa il trattamento della persona in caso di malattie terminali.
Durante la serata saranno distribuiti i moduli per la compilazione autografa del testamento biologico. Saranno raccolti e trasmessi, protocollandoli, alla segreteria del Sindaco di Bologna.
Fra le idee successive, una discussione sul significato del Concordato oggi.
Poi una serata sulle tossicodipendenze e il rilancio delle strategie di riduzione del danno
Una dedicata all’esigibilità dei diritti delle coppie di fatto.
Il gran finale del percorso sarà la stesura di un documento collettivo che riordini nero su bianco quello che si vuole fare e quello che si può fare per una città giusta ed equa. L’anima di Giordano Bruno, scintilla della grande anima universale del dio della vita e della materia, aleggerà fra noi, e allora sapremo di avere fatto il nostro dovere.
scarica da qui il modulo da compilare
TESTAMENTO BIOLOGICO_schema Ok.pdf
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