
I contadini hanno coltivato la Terra secondo proprie conseutudini, non tutte sempre corrette, trasmesse da una generazione all' altra, in assenza di un vero e proprio studio delle caratteristiche del terreno. Poi è arrivata la chimica che ha imposto a tutti e dovunque i suoi metodi.
Lo studio e l' elaborazione di pratiche per l' agricoltura si deve a Masanobu Fukuoka, entomologo giapponese.
La rigogliosa isola di Shikoku é la vivida testimoninza della validità delle sue osservazioni e della loro applicazione.
Suo il metodo della coltivazione del riso senza allagamento dei campi.
L' ultimo contributo di Fukuoka, prima di lasciarci nell' agosto del 2008, in soccorso dei contadini dell' India, chiamato da Vandana Shiva, per aiutarli a recuperare le terre massacrate dalle multinazionali della chimica, che hanno imposto l' uso obbligato di OGM ( Organismi Geniticamente Modificati).
L'
agricoltura naturale considera il terreno come un organismo vitale,
viene introdotta in europa da Emilia Hazelip, alllieva di Fukuoka, che studia e adatta le pratiche naturali alle caratteristiche europee, modifiicata solo nel nome, in a
gricoltura sinergica, ma non nella sostanza.
Chiamarla semplicemente e correttamente “naturale” risultava riduttivo e non riusciva a soddisfare la radicata esigenza europea, linguistico-culturale, di definire nominando.
Negli
orti sinergici o meglio naturali, si evita l’aratura, la concimazione e qualunque altro tipo di disturbo del suolo. Una volta eseguito il movimento di terra iniziale, la sistemazione sarà permanente e il terreno non verrà più toccato, tranne che per seminare, raccogliere, trapiantare, diserbare a mano. In ogni aiuola si seminano o trapiantano almeno tre famiglie diverse di piante e il terreno si tiene sempre coperto con un leggero strato di materiale organico, paglia per esempio. Le aiuole non vengono mai calpestate né compattate in alcun modo, le piante non si sradicano per raccogliere, ma si tagliano alla base lasciando nella terra le radici. Dopo un po’ di tempo sarà possibile vedere nell’orto piante di età diverse: giovani, giovanissime, mature, vecchie, fiorite, già compostate, appena nate, come in una società sana, dove si convive e interagisce e si collabora fra individui di età diverse, nel rispetto della reciproca diversità.
Permacultura, il termine deriva dalla contrazione di «permanent agriculture» e «permanent culture» per sottolineare la convinzione che qualsiasi cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso della terra.
A un primo livello, la permacultura, si occupa di piante, animali, edifici e infrastrutture (acqua, energia, rifiuti, comunicazioni), per la creazione di sistemi ecologicamente ben strutturati ed economicamente produttivi, in grado di provvedere ai propri fabbisogni, evitando ogni forma di sfruttamento e inquinamento, e quindi sostenibili sul lungo periodo. Essa utilizza ed elabora in maniera sistematica “l' agricoltura naturale” o “sinergica” per la coltivazione della Terra
Un grande dono per me è stato potere conoscere e lavorare con Emilia Hazelip, agricoltrice spagnola, l' unica in grado di sostenere questa competenza a livello europeo.
Lei ne sapeva veramente tanto dell' instancabile brulichio di vita che avviene sotto il livello del suolo, sempre diverso alle varie profondità.
La Terra era il suo lavoro, la sua vita, il suo sogno, più ne comprendeva i segreti più ne era invasa da meraviglia.
Emilia è morta improvvisamente tra l' 1 e il 2 febbraio, momento che secondo il calendario celtico, corrisponde allo stato di massima apertura della Terra, al suo risveglio. Anche in questo passaggio, viene da pensare, é stata estremamente in sintonia con il suo Elemento.
L' agricoltura che stiamo praticando é un agricoltura che uccide la biodiversità, unica possibilità di esistenza, non in teoria, ma in pratica, per tutti.
Senza diversità, tutti i processi vitali inaridiscono, progressivamente ed inesorabilmente.
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